La Campania si distingue per una tradizione vitivinicola antichissima, tanto che il vino campano era già famoso ai tempi dell’antica Roma: particolarmente celebre era il Falerno, il delizioso “vino degli imperatori”.
Baciata da un clima mite e dalla fertilità del terreno, la regione è caratterizzata da territorio per lo più collinare, con zone montuose al confine con Basilicata e Molise. Il Vesuvio, tra i pochi vulcani ancora attivi in Europa, i Golfi di Napoli e Salerno, separati dalla penisola Sorrentina, e le isole di Ischia, Capri e Procida offrono paesaggi di rara bellezza.
La Campania è la regione d’Italia con più vitigni autoctoni, e le zone vitivinicole più interessanti sono l’Irpinia, il Beneventano, il Cilento e le Isole di Ischia e Capri.
L’ Irpinia con le tre denominazioni che danno maggiore lustro alla regione, ovvero Fiano, Greco di Tufo e Taurasi; il Beneventano con la zona del Sannio e del Taburno; il Cilento che comprende la provincia di Salerno e quella di Castel San Lorenzo; le Isole di Capri e Ischia con i loro vitigni minori allevati a pergola come il Biancolella e il Forastera.
Grosse produzioni capitanate dai grandi nomi della viticoltura campana, ma anche piccoli produttori, attenti alla salvaguardia del territorio e delle biodiversità e alla valorizzazione del terreno e delle uve.
Tra tanti, Antonio de Gruttola di Cantina Giardino è impegnato da anni in un lavoro di salvaguardia delle vecchie vigne in Irpinia. I suoi conferitori infatti sono gli stessi da quando l’azienda è stata fondata nel 2003, e le uve provengono esclusivamente da vigne di oltre 50 anni, nel rispetto della natura e riportando il vino a un concetto di quotidianità.
Impossibile non citare Ciro Picariello con la sua piccola azienda agricola a conduzione famigliare a Summonte, in provincia di Avellino. I suoi vini sono espressivi e dal carattere esuberante e forte, maturati esclusivamente in acciaio per poter apprezzare al meglio le sfaccettature dei grandi bianchi campani.
Adelina Molettieri, con le sue vigne di Aglianico pre-fillossera sulla collina di Chianzano, conserva piccoli appezzamenti dove la vite è ancora allevata a “Tennecchia”. Le vigne pre-fillossera sono particolarmente poetiche, perché sono le uniche sopravvissute alla devastazione di un parassita arrivato in Europa dall’America: la fillossera. Le vigne pre-fillossera o a piede franco sono spesso meno produttive e sono poste in luoghi impervi che rendono difficili le operazioni in vigna e la vendemmia. I vini di Adelina Molettieri sono frutto sapiente dell’amore per la terra e memoria identitaria di un paesaggio meraviglioso.
La Campania è quindi un patrimonio infinito di cultura e tradizione, portate avanti con orgoglio da coraggiosi produttori.












